Dimensioni: m. 3,52 H x 5,20 L

Epoca: a cavallo tra i secoli XVI e XVII, circa 1600.

Provenienza: Barone L. Empain (Belgio), Galleria Blondeel, collezione privata romana.

 

Con soggetto liberamente tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (XIV, 623-771), l’arazzo ritrae l’incontro della dea dei frutti con Vertumno, dio delle stagioni.

I personaggi principali sono ritratti a sinistra: Vertumno è nelle sembianze di una vecchia e Pomona con la tradizionale falce in mano. Assiste all’incontro Cerere, dea dell’agricoltura, che regge una pianta. Piccole figure umane si muovono nel giardino.

 

E’ il parco tuttavia, con la sua prospettiva, il vero protagonista dell’arazzo. La composizione è di grande impatto visivo: aiuole geometriche, balaustre, padiglioni classicheggianti e statue sono inserite in un contesto naturale di forte suggestione in cui vengono sapientemente alternati elementi naturali e artificiali (fontane, pergolati con cariatidi, corsi d'acqua, piccoli animali). Il giardino costituisce il teatro ideale per ambientare una scena mitologica che ha qui la funzione quasi di “locuzione dotta”.

BRUXELLES

“Il Giardino di Pomona”

 

 

In bordura si alternano straordinarie composizioni floreali con figure mitologiche. Nei medaglioni al centro e ai cantonali vi sono scene di caccia e raffigurazioni legate all’agricoltura. Il soggetto fu tra i più celebri del Rinascimento fiammingo. L’arazzo faceva probabilmente parte di una serie ispirata ai giardini come quella dei cinque frammenti del Museo di Correggio attribuiti all’atelier di Cornelius Mattens, attivo a Bruxelles dal 1580 al 1640.

 

In assenza di marchi o iscrizioni l’arazzo è attribuibile, per affinità stilistiche o cromatiche a questo laboratorio. Non si può tuttavia escludere l’accostamento all’alterettanto importante atelier di Maartin Reymbouts (attivo dal 1570 al 1619) della coppia di Vertumno e Pomona del Museo Bijloke di Gand che ha particolari di bordura quasi identici a questo.

 

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